Che vita sarebbe senza sogni? Una vita senza fantasia, desideri, aspirazioni.

Perché leggere questo blog? Perché una volta qualcuno ha detto "Siamo fatti anche noi della materia di cui son fatti i sogni, e nello spazio e nel tempo d'un sogno è racchiusa la nostra breve vita" (William Shakespeare)

martedì 29 marzo 2011

Pessima Nottata

Non solo stanotte ho dovuto combattere con la febbre, ma ho avuto a che fare con dei pensieri persistenti.
Avete presente quando durante l'arco della giornata fate una cosa che vi prende completamente e poi quando arriva il momento di dormire, chiudete gli occhi e non fate altro che avere in mente l'immagine di quello avete fatto? Un esempio veloce: quando ero piccola mia nonna mi aveva insegnato a fare l'uncinetto; così un giorno sono stata per più di due ore a lavorare all'uncinetto e giunta la sera non potevo rilassarmi perché, una volta chiusi gli occhi, avevo in mente i fili di cotone che si intrecciavano.

Ebbene, ieri pomeriggio, approfittandone del fatto che ero a casa malata, ho visto un bel po' di episodi di un telefilm chiamato "Kyle XY" (uno dei miei preferiti). Durante la notte, però, ne ho risentito fortemente: non riuscivo a riposare la mente perché non facevo altro che pensare a quel telefilm.
Ora: non ricordo se ho fatto un sogno o erano solamente immagini che tornavano in mente, ma durante la notte mi sentivo Kyle, o meglio, ero diventata Kyle: dovevo comportarmi come si comporta lui perché avevo delle responsabilità nei confronti dell'umanità. Era tutto molto frenetico, c'erano anche gli altri personaggi del telefilm che dipendevano da me. Mi sono svegliata più volte per capire se era un sogno o meno, ma anche da sveglia continuavo ad avere la mente piena di quelle immagini del telefilm.

Che cosa è successo? Forse devo solamente allentare la scorpacciata di puntate pomeridiane.
Intanto sfrutto queste ore per riposare un po'.
A presto!

lunedì 28 marzo 2011

Inconvenienti del mestiere

Salve a tutti! Ultimamente i miei sogni vengono interrotti bruscamente: non dalla tipica sveglia maligna che inizialmente sentiamo nel sonno e poi capiamo che è un richiamo alla vita reale, BENSI' dal mio persistente raffreddore/allergia.
Ebbene sì, sono una di quelle persone perennemente con il naso chiuso, e come rimedio non posso fare altro che spruzzare delle gocce ogni 4-5 ore (e per questo mi sveglio di notte, infastidita, con la bocca asciutta e il naso chiuso).
Ma mi è stato detto che utilizzare così spesso le gocce per il naso non faccia poi così tanto bene: che altro fare? Ci sono altri rimedi? Avete mai provato i cerotti per la notte? Io no, ma non credo che funzionino.

Dunque per ora sono alla ricerca di suggerimenti, soluzioni per dormire 7 ore di fila e fare almeno un sogno sensato!!!
Anche qualche vecchio rimedio della nonna mi potrebbe fare comodo.

Fatemi sapere ;)

sabato 26 marzo 2011

Sogno d'estate

Il sonno mi dà davvero tanto riposo. E a volte mi dà un breve assaggio dei giorni che verranno, o meglio, delle stagioni che verrano: dell'estate!

Ho sognato che per l'estate andavo negli Stati Uniti (qualcosa tipo Tennessee, perché ero circondata da campi di grano). Mi trovavo lì da sola con mio padre e questo voleva dire solamente due cose: o le avventure me le andavo a cercare da sola o rimanevo a giocare a carte con lui per tutta l'estate.
Preferisco la prima opzione, grazie.
Così una mattina esco di casa e durante la mia breve passeggiata incontro un ragazzo a cavallo vestito da tipo del sud: camicia a scacchi e cappello da cowboy. Iniziamo bene! Parliamo un po' e non si sa come mai ma mi invita a cena. Allora io, emozionata all'idea, torno subito a casa, mi preparo e lui viene a prendermi con la sua auto, che era una cosa del genere:

Andiamo a mangiare qualcosa e il sogno diventa confuso. All'improvviso so di essere dentro un film e so che sia io che lui stiamo seguendo un copione: stiamo recitando in un film! Arriva la scena del bacio e io mi sento a disagio. Poi però penso "E' il mio lavoro, sono costretta a farlo" e ci baciamo ma continuo a non sentirmi a mio agio. Dopo questo non ricordo più niente, come al solito!

Bel sogno ma strano. Perché ero convinta di stare recitando una scena per un film? A voi è mai successo?

mercoledì 23 marzo 2011

Gli ex delle amiche sono off-limits

In questo sogno mi trovavo in un bar. All'improvviso entra mia zia e iniziamo a litigare. Tutto è molto confuso. Ci sono molte altre persone in quel bar che ci osservano. La zia è così arrabbiata che sta per alzarmi le mani e io cado per terra, quando all'improvviso da dietro le mie spalle arriva l'ex di una mia amica. Si precipita verso mia zia e le dice di non provare a toccarmi; poi mi solleva da terra e mi abbraccia forte. Scoppio a piangere per la paura ma il suo abbraccio confortante mi fa dimenticare tutto all'istante. Prima di andare via capisco che lui sarà sempre lì a difendermi e per un attimo mi sembra proprio che lui stesso me lo stia dicendo.

Che cosa vuol dire?
Perché l'ho sognato? Non ho mai pensato a lui in quel modo. A dire il vero non ho MAI pensato a lui. Sarà una regola stupida ma i fidanzati o gli ex delle amiche non si guardano, non si pensano, non si desiderano. E io non l'ho mai desiderato.
E allora perché è stato proprio lui a "salvarmi" in questo sogno?
Perché non è stato qualcun altro? Che cosa l'ha riportato nei miei pensieri?

Di solito cerco le interpretazioni dei sogni su internet o su alcuni libri.
Ma questa volta non sono riuscita a trovare nulla riguardante "gli ex delle amiche".
Fatemi sapere se riuscite a scovare qualcosa :)

lunedì 21 marzo 2011

Una breve storia. Leggetela :)

Si chiamava Fred Doyle ed era il guardiano del grande faro bianco. Aveva all’incirca quarant’anni e, tra i capelli castani, spiccavano certi ciuffetti bianchi che pareva volere nascondere sotto un buffo cappello da baseball. Fred era un uomo alto e con un po’ di pancetta che fuoriusciva dalla stretta cinta dei pantaloni. Abitava nello stato della Georgia sin da quando era bambino e vivere tra la spiaggia e il mare rendeva piacevole la vita di quel semplice uomo.
Spesso vestiva di un blu vivace che rispecchiava le sfumature del mare, e appese ai jeans vi erano sempre le chiavi del faro, che non perdeva mai di vista.
Era un tipo socievole e tutti lo conoscevano per il suo animo tranquillo ma non aveva molti amici, probabilmente perché gli bastava l’affetto della sua dolce famiglia. Era sposato con la bellissima Janet, la proprietaria della caffetteria del paese, e insieme avevano avuto due figli: il pimpante Tom di otto anni e la piccola Alicia di soli quattro, capaci entrambi di mettere a soqquadro un’intera casa. La famiglia Doyle viveva in una villetta bianca, ormai scolorita dai riflessi del sole ma che manteneva il suo fascino di casa sulla spiaggia, non distante dall'amato faro.
Quando Fred si chiudeva dentro l’enorme struttura, era come se si chiudesse in se stesso, ma non intendetelo in modo negativo: gli piaceva avere un po’ di tempo per sé, un po’ di pace. I suoi figli a volte erano così attivi da essere in grado di colmare tutti i vuoti del giorno, e l’unico momento che aveva per riflettere era la sera: lì, nel faro. A volte si chiedeva se avesse fatto bene a prendere quello stile di vita. Che cosa sarebbe successo se avesse seguito le orme del padre e fosse diventato un poliziotto? Non gli piaceva l’idea. Aveva da sempre amato l’oceano: il colore, l’odore, il suono. Tutti i suoi sensi potevano convergere in una sola esistenza. Diceva di essere l’unica persona ad amare veramente quella bellezza perché, a differenza della gente che ne gode solamente d’estate, lui era sempre lì, primavera, estate, autunno, inverno per sorvegliarla, guardarla, contemplarla. Sì, perché era questo che faceva ogni giorno e ogni notte: contemplare le onde del mare che, sebbene non avessero altri spettatori se non lui, continuavano a danzare su un palcoscenico illuminato dalle stelle.
A volte si rendeva conto di quanto fosse utile il suo lavoro: il faro era l’unico strumento in grado di illuminare il mare notturno; una luce così potente, così forte, da arrivare tanto lontano che le navi riuscivano a vederla. Era stato lui ad accenderla, pensava.
Fred era fedelmente sul posto di lavoro ogni sera e si ritirava a casa verso le sei o le sette del mattino, quando il sole iniziava ad alzarsi e la battigia si ricopriva di orme di appassionati corridori. Faceva il guardiano del faro da almeno diciotto anni ed era diventata la sua più grande passione.
Purtroppo dovette andare in pensione a cinquantotto anni e fu sostituito da un altro uomo, la cui passione per i fari ancora doveva nascere. Decise di rimanere in Georgia e di comprare una nuova casa sulla spiaggia, abbastanza grande da potere ospitare i suoi nipotini per l'estate.
Fred Doyle continuò a godersi la bellezza del mare la notte e lo splendore del sole la mattina per altri dieci anni. Ogni tanto passeggiava fino al faro, il suo vecchio amico, e, accarezzata la parete, sorrideva: era invecchiato proprio come quella parete ormai rovinata dall’aria salmastra.
Un giorno al tramonto si sedette affaticato accanto all’enorme faro: strinse in un pugno la sabbia fresca e la fece scivolare nuovamente giù. Poi sollevò la testa e ascoltò il suono delle onde, fece un ultimo grande respiro, guardò il mare e morì, felice, con i colori, gli odori e i suoni impressi nella memoria.


giovedì 10 marzo 2011

Un gioco... bizzarro!

Non so se il mio subconscio stia subendo qualche cosa di strano, ma anche stanotte ho sognato una persona famosa: Amy Winehouse.
Molte volte mi capita solamente di sognare persone famose lì, accanto a me; altre volte sono nel bel mezzo di un azione; altre volte ancora sono solo di passaggio. Amy Winehouse è tra queste ultime.

Il sogno in realtà iniziava in un altro modo: era tutto molto confuso e se dovessi mettere in ordine cronologico le vicende, non lo saprei fare.
Mi ricordo che stavo partecipando a un gioco che prevedeva degli spostamenti in tutta la città. Non sapevo a cosa stavo andando incontro, tanto meno le regole; sapevo solamente che per tutto il percorso del gioco io avrei avuto delle guide (un po' come Dante nella Divina Commedia: sì, è questa l'impressione che mi hanno fatto!) che mi avrebbero illustrato cosa fare e una volta superato il livello mi avrebbero lasciato alla guida del livello successivo.
Ma all'inizio ero con mio padre. Eravamo in macchina ed è successo proprio in quel momento: guardando alla mia sinistra c'era Amy Winehouse che passeggiava per le strade della mia città con una sigaretta in mano. Stupita, mi volto verso mio padre per comunicargli l'accaduto e quando guardo nuovamente fuori Amy ha i capelli biondi e un lungo vestito rosa!!! Poi passa in mezzo a delle auto (quindi io la perdo di vista) e quando riesco di nuovo a vederla i suoi capelli e i suoi vestiti sono ritornati normali. Ma poi di nuovo: capelli biondi e vestito rosa.

Comunque! Arrivata alla prima tappa del gioco le mie guide erano un gruppo musicale a me TOTALMENTE sconosciuto.
Ci troviamo improvvisamente nel pianerottolo di casa mia (al piano terra) e le mie guide mi fanno una sorta di indovinello: la risposta ha a che fare con l'ascensore. Così apro l'ascensore e ne esce fuori una ragazza (che non conosco) con una fascia nei capelli, un po' robusta e bassina. Sta ridendo perché uscendo dall'ascensore è inciampata e rischiava di cadere per terra: sarà lei la mia nuova guida! Ogni nuova guida, inoltre, consegna un premio alla guida precedente, che è riuscita a condurmi da quella nuova: il premio per quel gruppo musicale è un gigantesco salvadanaio di ceramica a forma di porcellino.
Appena il gruppo musicale va via e io devo continuare il mio percorso con quella simpatica ragazza, la sveglia suona e il mio sogno si spegne.

Sono MOLTO confusa: forse è la prima volta che sogno di fare un gioco che letteralmente NON ESISTE!

Intanto sto continuando a cercando di capire perché sogno persone famose o che cosa possa significare.

P.S.: Santo Cielo!!! Amy Winehouse era davvero bionda una volta!!!

mercoledì 9 marzo 2011

A volte mi sorprendo da sola

Potrei sembrare strana ma quello che sto per raccontare è un sogno che ho DAVVERO fatto. Sognare le persone famose vuol dire qualcosa? Ahah, okay ecco il sogno.

Mi trovavo su un aereo grande quanto una sala del cinema (c'erano persino delle scale) e le poltrone per i passeggeri erano enormi. Una delle hostess (che voleva sapere cosa io e i miei amici volevamo mangiare, guardando il film) si era avvicinata verso di noi: era Jennifer Aniston! Tutti i miei amici cercavano di rimanere indifferenti alla cosa ma io, eccitata e in cerca di qualcosa di originale da dirle le chiedo: "Ti posso chiamare Jenny?"
Allora tutti si girano verso di me e anche lei sembra pensare che sia stupida. I miei amici mi chiedono perché volessi chiamarla in quel modo e io spiego loro che è un modo per farle ricordare per sempre di me, cioè: averla chiamata Jenny è una cosa che non si sarebbe mai dimenticata e anche se l'avessi incontrata qualche anno dopo e l'avessi chiamata Jenny si sarebbe ricordata di me! Originale, no?

Ahah!!! No comment. Buona Notte!